Pensieri in Sintonia

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venerdì, novembre 20, 2009
Da un verso di Alda Merini: ...già di me ti prende... E, soltanto allor,
"Dimmi almeno che oscura meraviglia..."
Dimmi almeno
che
ascoltar
i palpiti d'un cuore,
t'inebria e ti rapisce...
Dimmi almeno
che
l'ebbrezza del mio corpo
tacendo,
come un dolce suono
tutto ti pervade...
io docile m'arrendo...
Postato da:Rosemary3:.
alle
00:17
commenti
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mercoledì, novembre 18, 2009 Postato da:grisby6043:.
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giovedì, novembre 12, 2009 Nassirya (12.11.2003) Postato da:grisby6043:.
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sabato, novembre 07, 2009 Postato da:grisby6043:.
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domenica, novembre 01, 2009 Postato da:grisby6043:.
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sabato, ottobre 31, 2009 Postato da:grisby6043:.
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domenica, ottobre 18, 2009 Postato da:grisby6043:.
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martedì, ottobre 06, 2009 Postato da:grisby6043:.
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lunedì, ottobre 05, 2009 Bacio ... Brioso brivido Postato da:Rosemary3:.
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lunedì, settembre 28, 2009 Postato da:grisby6043:.
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giovedì, settembre 17, 2009 Kabul Anche il sole ha raggi stanchi Postato da:grisby6043:.
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mercoledì, settembre 16, 2009 Lev Mia madre non mi porgeva il seno profumato, ignorava mani tese. Ero foglia, appesa ad un esile picciuolo, agonizzavo d’amore. Freddo il distacco dalla mia radice, brina di filo spinato le mie fasce. Ancora mani di vetro, anonime carezze, sempre filo spinato le mie fasce. Ora m’avvolgono armonie sottocutanee, sguardi d’intesa, soffi d’amore. Limpido è il nostro cielo. Poltrone di velluto, arazzi alle pareti, il pianoforte a coda, musica e tanta allegria. Mio padre canta allo specchio mentre si rade, anche la mamma si fa la barba ogni mattina. Perché c’è ancora questo filo spinato che mi stringe? Postato da:ortensia53:.
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venerdì, settembre 11, 2009 Nuovo look Avevo nostalgia dei miei ricci ribelli adagiati mollemente sulle spalle, di dita intrufolate a cavatappo ad avvolgere setosa morbidezza, di un soffio di vento che scompiglia la frangia a schiudere la fronte irrequieta. Mi faccio ricrescere i capelli. Fluttua la criniera al movimento, di pece è la soffice cascata, cornice increspata di salsedine sipario che disvela anche rossore. Un trastullo per mani nervose. Lo sguardo era disperso tra le righe, m’appagavo al sole mattutino, un incerto svolazzo, ancor peggio l’approdo il pappagallo avea scelto il suo nido. Chissà se il nuovo look riserverà altre sorprese. Postato da:ortensia53:.
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venerdì, settembre 04, 2009 C'è ancora tempo Non è giunta a valle Postato da:grisby6043:.
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martedì, luglio 28, 2009 Sfioro il respiro del tempo… Sfioro il respiro del tempo, sfogliandone i petali e assaporandone la brezza. Lambiscono le onde i miei pensieri e, inquieti, emigrano verso ospitali lidi. si confondono grida di gabbiani... petali si staccano rovinosamente cadendo sulla rovente rena. marosi avvolgono i miei ricordi, occultandone gli inediti sospiri. rivivendo nei lampi le temute spire... Postato da:Rosemary3:.
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giovedì, luglio 23, 2009 Anagramma Accade nell’ora tarda della sera. Anagrammando il tempo riserbo i dubbi al dopo. Piovono stelle d’agosto, frecce luminescenti a rallentar la primavera della luna. Il silenzio rotto da un grillo può sembrare tuono, mentre distratta ricompongo memorie sfuggite alla voliera di pensieri. Si dibatte la tua presenza ancorché soffocata, riaffiora a macchia d’olio mi unge, mi alimenta. Vorrei mescere sorrisi al canto del gallo, non sentire più lo strazio dell’unghia sul vetro, soddisfare l’arsura che veleggia s’una reliquia di vita. Nel rinascente giorno finite le giaculatorie, non ho più l’anima divisa. Adagio nudi pensieri sul letto sfatto e m’addormento. Postato da:ortensia53:.
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sabato, luglio 18, 2009 Per amarti ancora Sfuocano i giorni dell’arcobaleno, quando la carne non aveva tregua, come sbiadite foto in bianco e nero sul panorama dell’ore di passione. Sono sfibrati i muscoli del cuore, ogni battito vuol’essere un rintocco per richiamare al corpo il desiderio e non piegarlo all’andar del tempo. Freme la mente nel cercar se stessa, frugando tra gli appunti del passato, per essere di te l’amante vigoroso e non cedere l’armi in piena guerra. Ed è nel tuo guardarmi d’improvviso che ogni mio timore s’erge guerriero, vola ad abbattere il castello dell’età e torna ad amarti ancora, mia regina. Postato da:grisby6043:.
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martedì, luglio 14, 2009 Miriam Quell’andamento stanco d’estuario non gli si confà quando s’adombra. La cena si raffredda. Ora quel fiume fa la voce grossa, mugghia, stordisce vicino alla cascata. La fibbia metallica azzanna la tua pelle, il sangue rappreso s’appiccica alle mani. Dissepolti fantasmi. Galleggia ancorato il fragile cristallo che s’appanna. Bieco è il malfattore a cui tendi la mano. Postato da:ortensia53:.
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domenica, luglio 12, 2009 (Destino) Duro despota decanti deludenti Postato da:Rosemary3:.
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sabato, luglio 11, 2009 Avrei voluto suonare il sax Postato da:grisby6043:.
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venerdì, luglio 03, 2009 Esperanza Traduzione Speranza Il fiume Postato da:grisby6043:.
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giovedì, luglio 02, 2009 A Tommaso Ho piantato il melograno si fa per tradizione. Crescerà con te, soffio di primavera, fiorirà vermiglio quando abbraccerai l’ amore analfabeta e non guarderai più il mondo con i denti di latte. Sarà il talismano per non aver vertigini nel guardare l‘abisso o Stella Polare a illuminare le notti, se l’altalena oscilla e il ramo si vuol spezzare. S’intenerisce la mia ruga lambita da un sorriso, la tua presenza si diffonde vivace, tornano gesti desueti profumati di freschezza, ali che ritrovano vigore. Fiore all’occhiello della mia esistenza. Postato da:ortensia53:.
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martedì, giugno 30, 2009 Strazio Affronti Postato da:grisby6043:.
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lunedì, giugno 29, 2009 Nodi di tempo (Rosemary & Grisby) Postato da:grisby6043:.
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venerdì, giugno 26, 2009 Dopo di te Dopo di te Postato da:grisby6043:.
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Sondo la tua anima
con mani da pianista
nella melodia del volto.
Mi vesto del tuo corpo,
leggero tra le labbra,
nella valle tra i seni.
Sfioro come brezza
l’incavo della vita.
Sento il fremito che sale
e il turbinar del sangue
ebbro del tuo respiro.
Sinfonia d’amore
è ora il nostro andare.
alle
22:38
commenti (1)
Al limite del campo
anime vagano assorte
in cerca d’altre anime…..
…… sperdute
Dov’è il corpo che fremeva
ricco d’emozioni, di storia,
di palpiti di vita?
Rinchiuso in una bara?
S’ode una tromba lontana
ed un vociar confuso,
voci frammiste a pianti
e passi ritmati.
Si perde tra medaglie
ed affranta fugge vita
spezzata
in mille schegge.
per non dimenticare
alle
20:28
commenti (2)
alle
19:55
commenti (1)
Questi sogni in volo
ad ali perennemente dispiegate,
contenitori di realtà quasi mai distorte.
Sono deliri a perdere
mischiati in attimi di godimento,
filtri a nascondere gli avanzi della vita.
Ne conosci gli angoli
smussati da quotidianità vissute
che falegname tempo svelto costruisce.
E non si cancellano,
inchiostro a irrorare ogni penna
che non sa frenare gli impeti del cuore.
alle
17:32
commenti (1)
In onde lunghe fluttua
l’ansia d’averti addosso
con il tuo essere il fuoco
che mi brucia dentro
e mi sconvolge i sensi.
alle
18:16
commenti (1)
Dal fondo della valle della vita
sto risalendo a passi circospetti,
gli occhi allestiti come dei pirati
pronti a rapire ogni sensazione.
Ho dimorato a lungo la vallata
godendone il frutto dei vigneti,
steso al fruscio della vita intorno,
con il tempo da non condannare.
Ne ho tratto risa e pentimenti
rubandoli alle zolle dei minuti,
ho rimestato l’anima e la carne
per farne un pasto primordiale.
Ora m’avvio in cima al colle
con nervi tesi ma senza timori,
annuso l’aria che si fa più rara,
con il profumo della rinascenza.
alle
12:47
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Ho bisogno di sciogliere la nebbia,
di svestirmi dai silenzi che soffocano la notte,
d’affrontare l’alba che pallida occhieggia
e batte i suoi raggi contro i vetri.
M’occorre la forza a prendersi il risveglio
d’ossa ch’hanno abitato rotte tra le carni,
che si sono appropriate del mio sonno
lasciando agli occhi l’ombre alle pareti.
Quanta eternità mi son giocato
in un cercare la calma del respiro?
Si, ho bisogno di svegliarmi al sole
disteso tra le braccia d’un giorno nuovo.
alle
20:48
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bramosamente bruci
brevi burrasche
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18:02
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Duro come pietra lavica
appare il giorno del distacco
nel cuore urla il canto dell’addio
- stonate note di rimpianto -
Si perde il volo del sognare
e l’ali si sciolgono improvvise
colando gocce in rosso disperate
- spruzzi di vita nel passato –
Nell’assoluto buio cade luce
e sfuma nei vuoti di tristezza
la voce che d’amore ammutolisce
- ritmo di battiti perduti -
alle
18:55
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confusi tra caligine e urla di dolore,
si leva timoroso dalle tenebre notturne
a illuminare il pianto di gioventù stroncata.
Non ha calore e luce il giorno
che coglie gocce di rosso seminate
da un odio vile che scompagina le carni
il cui peccato è di voler la pace tra le genti.
Ha raggi che colano piangendo
nascosti da una nube senza pioggia,
riempita di rocce scagliate con violenza
da un’esplodere che al cielo cede innocenti.
alle
14:12
commenti (3)
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14:25
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alle
14:12
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la mia sete,
ancora arsa è la gola.
Età non placa l'ansia
d'un futuro incerto,
di vecchio rinnegato
dal proprio stesso sangue,
di uomo asservito
a voglie e desideri
che mai ha condiviso,
di essere squassato
tra vuoti compromessi
e grandi inconsistenze,
di piccolo impresario
d'amor persino immenso
che ebbe nel teatro
pubblico disattento.
Non ha compiuto il giro
la mia ruota,
è ben fissata al cerchio.
alle
12:36
commenti (2)

alle
18:01
commenti (3)
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13:35
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11:44
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13:58
commenti (1)

dalle derise date
dosi dialoghi
drammi disincantato
alle
22:35
commenti
L’avevo dentro da bambino
il suono roco e malinconico
di un lamentoso sax contralto,
musica ardente e melodiosa
a viaggiare tra i miei sogni
come un motivo da seguire.
L’avevo e non l’ho catturato
lasciando defluire tra le ore
le note d’un crescere veloce
affascinato da altri obiettivi,
un correre a comprare tempo
per trovare vuoti nelle tasche.
Mentre nascevano gli amori
e mi consolidavo uno tra tanti,
quel sax mi ha abbandonato
e solo al nascere di un figlio
lontano ha cercato di rapirmi
suonando la canzone della vita.
Si, avrei voluto avere un sax
ora che una melodia di blues
sarebbe la miglior compagna
per questi giorni tra le curve
di una strada che agli incroci
promette di segnare un arrivo.
alle
18:50
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El río
qué cambia su curso
El agua
qué viene del mar a la tierra
Nacientes de hielo
qué brotan en los desiertos sin sol
La lluvia
qué seca el calor del invierno
La voz de un mudo
qué grita al mundo su alegría
Tú
qué apareces en los vacíos de mi el alma
che cambia il suo corso
E l'acqua
che viene dal mare alla terra
E sorgenti di ghiaccio
che nascono nei deserti senza sole
E la pioggia
che asciuga il caldo dell'inverno
E la voce di un muto
che grida al mondo la sua gioia
E tu
che appari nei vuoti dell'anima mia
alle
18:55
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alle
14:51
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la solita notte lamentosa
che ti arriva dopo un giorno
al colore della furia,
l’affronti
cercando un sonno che ristora
nei vuoti volti
che passano ignoti
tra uno sbadigliare
ed uno zapping annoiato.
Poi,
un lampo rosso
uccide gli occhi semichiusi
e questa notte
s’avvolge di dolore
gettato come un sasso
da uno schermo piatto.
Non ho il boato
a rompermi le orecchie,
non ho il fuoco
che cerca di bruciarmi.
Non sono
dove la fiamma beve vita,
ma il cuore mio toscano
sta urlando disperato.
alle
19:45
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Ora il tempo è un grappolo di nodi,
intreccia l'ore a costruir la rete
ove imprigionati cadono i pensieri
E' silenzioso il suo fluire
e inarrestabile lo scorrere
di palpitanti attese...
Sospeso tra le invisibili corde
che giorni senza luce han tessuto
lento si offre alla speranza
Arrendevole rifugio che riaffiora
tracciando un profondo solco,
sulla sofferta ombra...
E’ nel flauto dei ricordi
il teorema a sciogliere ogni nodo,
a dar respiro alle prigionie
E’ remota ruga
intinta di effimeri bagliori
alle
18:03
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mi perderò in un blues,
inquieto
mi conterò le note
ballandole sulla punta
di una notte
che lenta
si prenderà i miei sogni
spazzandone i contorni.
Dopo di te
mi berrò la malinconia,
assetato
mi lascerò confondere
spandendo il dolore
tra l’amaro
di un whisky
che brucerà la gola
frenando ogni lacrima.
Dopo di te
mi sarà buio il cielo,
inerme
mi svestirò del tempo
facendomi colpire
da questo sole
senza raggi
che affonderà il tramonto
violandomi ogni sonno.
alle
16:37
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