Pensieri in Sintonia

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martedì, maggio 13, 2008
Valzer di malinconia Resta solo memoria dei cerchi concentrici che accrescono il vuoto in cui affonda la tristezza, trascinata dal sasso greve dell’assenza. Nel punto in cui s’annida il senso delle cose dubbi amletici, dilatano i diametri dei nodi impazienti di dissipare ogni incertezza. Liberta dall’ingordigia del tuo egoismo, assaporo la nenia cadenzata d’un valzer triste che preferisco alla samba, di un amor mendace. Ad uno ad uno, strappo giorni dal calendario, ma lo sguardo che s’impiglia nello scorrere del tempo non basta a trattenere sogni che agonizzano scodando. Così avvilita e miope la mia malinconia s’adagia tra la pieghe scucite del cuore, s’annida nei ventricoli, trasformandosi in gocciole d’angustia. Composte sbadigliano le palpebre, sollevano un pulviscolo di ricordi che sedimenta sul pacco regalo che non hai mai aperto, asilo della mia malinconia.
Postato da:ortensia53:.
alle
14:31
commenti
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lunedì, maggio 12, 2008 IL suono dell'amore Postato da:guidopassini:.
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domenica, maggio 11, 2008 Fuggi via Vai Postato da:grisby6043:.
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sabato, maggio 10, 2008 LA STELE DEL SILENZIO Scorre lenta la mano sulle creste silenti d’un oceano vicino alla bonaccia della sera E trattengo il respiro per non sciupar l’incanto Ogni silenzio è mistico in quell’ora ma la sua stele è facile da intendere A conoscere il sé si legge il cosmo il mare il linguaggio del nulla e dell’eccesso Le parole dei venti che verranno domani come di quelli... che non verranno mai Postato da:Melarea:.
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Uguajanza Nemmanco ner creà monnezza Postato da:grisby6043:.
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DNA d'autore....in tentato ottenario Tossisce questa mia anima Respiro profondo il tempo I suoi forti denti aguzzi Non tremerò dinanzi a te Postato da:guidopassini:.
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giovedì, maggio 08, 2008 BUONA NOTTE AMORE....(Stanotte che non sei qui) Vorrei abbracciarti dolce amore Vorrei sentire la tua testa Vorrei stringere le tue mani Vorrei sfiorare i tuoi fianchi Vorrei sentire il calore Vorrei spogliarti delle vesti Ed ancora, ancora Vorrei averti qui, Vorrei, Buona notte mio dolce amore. Vorrei sentire la tua testa Vorrei stringere le tue mani Vorrei sfiorare i tuoi fianchi Vorrei sentire il calore Vorrei spogliarti delle vesti Ed ancora, ancora Vorrei averti qui, Vorrei, Postato da:guidopassini:.
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martedì, maggio 06, 2008 ciuffi di spine di sole nutrite sbocciano meraviglie all'imprendibile Postato da:biri:.
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Mare della vita Postato da:grisby6043:.
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FIBROSI CISTICA Gene maledetto Pesante il petto, Denigranti le statistiche a sfavore, Il futuro in mano a cumuli di uomini Nel frattempo lottare Accende il mio animo Un grido d’aiuto, In pochi conoscono Credo nell’uomo, Ne sono certo…. Postato da:guidopassini:.
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domenica, maggio 04, 2008 Mejo 'n miracolo Sei vecchia stronca So vecchio stronco Amò mejo se te rifai pure le tette Quasi quasi io rifaccio er naso Rifatte pure i glutei Me sento frollo, E le labbra? Senti a mme tesò e te che me hai risposto? No no, Mejo annarsene Postato da:guidopassini:.
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NOSTALGIA L’urlo Stridono le parole Cammino nel sentiero La rabbia svanisce Un urlo a voce gracile Postato da:guidopassini:.
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sabato, maggio 03, 2008 Questa Vita Mi Sta Stretta Ammantata da ore siderali Pungenti sono i tormenti allo scoccar della notte Non vi saranno riscontri Madre, Madre dove sei andata? Fluide sono le lacrime Bagliori di memorie illuminano incandescenti iridi Questa vita mi sta stretta Mortale amore amaro -StregaLunare- By Nathalie Shau Postato da:StregaLunare:.
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Ve do creanza Postato da:grisby6043:.
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giovedì, maggio 01, 2008 Per il nostro giorno Per i tuoi occhi Postato da:grisby6043:.
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sabato, aprile 26, 2008 Bramosa l'alma... Bramosa l'alma, (immagine reperita in rete) Postato da:Rosemary3:.
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venerdì, aprile 25, 2008 Sposta il cielo comandante partigiano Sposta il cielo Troppe foglie ha la foresta (oggi è il 25 aprile) Postato da:hariseldom:.
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giovedì, aprile 24, 2008 Ricordi gli anni della nostra adolescenza? La scuola i picchetti e il sogno di rivoluzione? Piccoli eravamo, tanto piccoli, ma le nostra urla nel corteo erano quelle più forti. Postato da:hariseldom:.
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mercoledì, aprile 23, 2008 OLTRE LE GRATE Partirò per la luce che ignorai Oltre le grate d’un grido di richiamo La tua disperazione insostenibile Il cuore spappolato Che mi hai mostrato in mano E nubi volumetriche Riflesse nei tuoi occhi da sconfitto Ed è la notte ad esserti vicina Anche nel pieno sole Tra le risa stridenti Di chi ti chiude il cerchio Sai bene che si vive assai più soli In grandi moltitudini Che in mezzo ad un deserto Se l’arido ti è dentro in ogni cellula E non basta che t’amino in parecchi Se non ami a tua volta Forse te stesso prima Che a volte si ricerca presso il prossimo Ciò che noi stessi Non sappiamo darci Postato da:Melarea:.
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martedì, aprile 22, 2008 Non ho il resto Postato da:hariseldom:.
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Postato da:grisby6043:.
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Ubriaca solitudine Al rintocco della campana vespertina, si smorza adagio il tuo respiro stanco mortificato dal rosso etilico bevuto, labile, come foglia che l’autunno stacca. Molli l’ormeggio rimirando la bottiglia scivoli con lo sguardo sulla forma arrotondata, è amante da accarezzare con indugio sulle curve lei, ti scrolla di dosso la prodiga solitudine. S’inseguono i ricordi a riviver l’abbandono le zambracche sconosciute pescate nei motel, i dialoghi con ombre mute riflesse negli specchi, l’incespicar di lingua tra verbi e coniugazioni. Nessuno t’accompagna alle porte dell’inferno solo fragilità rapace che prende il sopravvento, scioglie la spada di burro che in mano tu brandisci e sgocciola sul braccio che allarmato si ritira. Tra scarti e capitomboli che danno il capogiro intento a scansare tagliole di ferro rugginoso, cieco come la talpa che vive nel sottosuolo sollevi mucchi ti terra di gracile architettura. Appassito il sogno a strisce, a coda d’aquilone, non vola più leggero nell’azzurrata volta, cala un silenzio freddo d’inverno boreale e cadi in letargo ultimo che nega ogni risveglio. Postato da:ortensia53:.
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(tautogramma) APRILE Accarezzi acquerelli adamantini, Postato da:Rosemary3:.
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sabato, aprile 19, 2008 Ha occhi di legno Postato da:hariseldom:.
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venerdì, aprile 18, 2008 Tu Postato da:grisby6043:.
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Le mie mani delicate
a pettinare morbidi capelli
che paiono seta.
Le mie dita affusolate
carezzano le tue labbra
per poi baciarle
morderle,
ed ancora baciarle.
Carezzandoti il viso
osservo i tuoi occhi
profondi, dolci,
sensuali.
Senza proferire parola
ti stringo a me
baciandoti la fronte,
socchiudendo gli occhi.
Ti carezzo le spalle,
scendo
lungo i fianchi
sussultando.
Spogliandoti delle mie carezze
vivo della tua passione
del tuo amore
del tuo piacere.
Sussurro lieve
ti desidero,
ti voglio,
ti amo.
alle
20:49
commenti (1)
prendi l’autostrada del disprezzo.
Vai
portati via i resti dei rammendi
di canti in coro fuori ritmo.
Vai
il casello si allontanerà in fretta,
scomparirà nelle foschie cupe
di un’anima in rivolta.
Vai
obliando quel destino di sconcerto
e tra corsie piene d’altri volti
sbiadiranno ritratti d’uomo e sogni.
Vai
che il tempo si disperde in fretta
e non fa fermate nell’oasi di ristoro,
non si concede tregua nel suo andare.
Vai
prima che l’asfalto si disciolga
in lacrime di gomma e freni la tua corsa.
alle
10:20
commenti (5)

alle
16:56
commenti (1)
riuscimo ad esse tutti uguali,
ar norde li cassonetti so’ separati,
er vetro qui, le carte zozze lì,
le frattaje cianno posto ar centro …
e sanno ‘ndove poi abbrucialla.
Quella der sud nun cià ‘na casa
solo li marciappiedi ‘ndo buttalla,
mucchio su mucchio a fa’ montagna …
Che je frega ar monno co’ li sordi
si s’ammaleno li cristiani poveretti!
Quarchiduno de lassù me dice:
“Li resti de la povertà puzzeno,
nun te n’eri ancora accorto?
Mica se potemo mette a pari
e mischià ‘sti restacci puzzolenti
co’ la robetta de qualità nostra?
Puro l’incerenitore s’arifiuta
de ruvinasse tutti l’ingranaggi
co’ sta merce assai scadente!”
Ce lo so, a voi er sud è servito
solo p’arrubbà li finanziamenti
e pe’ inquinà tere e ruscelli
sotteranno rifiuti maledetti,
mo che la gente sta nell’imbarazzo
sommersa da chilate de monnezza,
ve fate ‘ndietro perché puzza
e l’olfatto vostro è troppo delicato.
Ma c’è ‘na cosa che ciappareggia
nella quale nun semo mai diversi
sia voi der norde che noiantri qui …
No amico, nun è solo la morte,
puro la merda è pe’ tutti uguale.
alle
10:41
commenti (1)
gracile come fuscello
ma con radici ben salde
nel terreno del dolore
che passa sovrano di me
incatenandomi al morbo
venditore del mio corpo
s’inoltrano nel respiro
con una forza devastante
lasciandomi annichilito
Il tuo nome non fa paura
Fibrosi Cistica chi sei?
Perché oggi vuoi proprio me…
alle
08:23
commenti
in questa notte
ch’accarezza il tempo
soave come un respiro
che dalle tue labbra
s’intaglia tra le mie.
poggiarsi sul mio petto
e respirare il profumo
effervescente della tua anima
poggiarle sul mio cuore
e senz’alcun timore
sussurrarti t’amo
mentre delicato
t’abbraccio
ti stringo
ti desidero
con le mani, con le labbra
con il respiro.
della tua pelle
sulla mia,
agognando una tua carezza
per poter mirare
la femminilità che t’avvolge.
vorrei, non sai quanto vorrei
fare l’amore
in questa notte
che diabolica
ammanta ogni mio pensiero
ora,
scoprire il tuo seno
e vivere della tua vita.
ma questa notte non sei qui
non mi resta che abbracciare
questo cuscino
sperando venga presto domani.
Vorrei abbracciarti dolce amore
in questa notte
ch’accarezza il tempo
soave come un respiro
che dalle tue labbra
s’intaglia tra le mie.
poggiarsi sul mio petto
e respirare il profumo
effervescente della tua anima
poggiarle sul mio cuore
e senz’alcun timore
sussurrarti t’amo
mentre delicato
t’abbraccio
ti stringo
ti desidero
con le mani, con le labbra
con il respiro.
della tua pelle
sulla mia,
agognando una tua carezza
per poter mirare
la femminilità che t’avvolge.
vorrei, non sai quanto vorrei
fare l’amore
in questa notte
che diabolica
ammanta ogni mio pensiero
ora,
scoprire il tuo seno
e vivere della tua vita.
ma questa notte non sei qui
non mi resta che abbracciare
questo cuscino
sperando venga presto domani.
Buona notte mio dolce amore.
alle
06:23
commenti

alle
21:57
commenti (2)
Trovassi ora quel senso di abbandono
che scioglie i ghiacci quando il sole è alto
quel cullar la barca quando l’onda è calma
vivrei di te anche gli sguardi più intriganti
e le tue rughe che la vita amica ti regala
potrei consolidarle nei miei sguardi.
Cedessi ora la mente all’incontinenza
a quel rassegnarsi al tempo che m’invade
come un ragno in attesa di una preda
avrei di te ogni sorriso ch’ora mi nego
e del tuo corpo non discioglierei la vista
perduto come sono in una ossessione.
Corre il mio giorno su binari in curva
e come un treno senza un conduttore
sfioro al galoppo stazioni su stazioni
lasciando alla sua sorte ogni viaggiatore
e di te che vesti in rosa il mio giardino
sono un giardiniere privo degli attrezzi.
Vorrei violentarle queste ore in crisi
farne un intreccio fitto di mangrovie
così che ogni minuto sparisca tra le rive
ed infine la mia barca possa navigare
in un flusso lento del fiume dell’amore
sfociando tra i tuoi occhi mare di vita.
alle
19:55
commenti (5)
cromosoma impazzito dentro me.
denso il respiro,
tosse compagna indelebile
d’una vita.
ma il cuore non s’arrende,
una continua lotta
che può non finire in disfatta.
con la speranza
d’una soluzione indolore…
contro un nemico invisibile,
contro un male vigliacco.
la penna
quest’arma bianca,
che non ferisce,
ma raggiunge intenzioni.
soffocato,
la paura d’essere incompreso,
ma l’ignoranza
non deve essere il futuro.
la malattia,
molti meno,
ne scopriranno la soluzione,
ma la fiducia non m’abbandona.
ancora molti anni
dinanzi ai miei occhi.
alle
18:04
commenti (1)
arrabbattatte a rimedià
le crespe deji anni
tirànno qua, tirànno là
la pelle che te cade
‘ricciannola tutta dietro
me diventi ‘n unicorno
e che devo ffa
magaro ‘na tinta a li capelli,
pe’ rimedià,
puro quelli der petto
e me tengo la camicia aperta
speramo solo de nun ammalasse
pè nun fa la figura der fesso
sei piatta come n’asse
almeno me rifaccio pure l’occhi.
tengo un fiuto che paro Dante
magari se nota più er baffo
sia mai che piaccia alla donna
ar ritmo de sodo e su
come le starlette esclusive
e te tocca comprà pure gli abitini novi
quasi quasi me faccio aumentà
li muscoli delle braccia
na goccia de silicone qua
e una de là
anvedi che potenza so dopo.
je darei na bottarella de botulino,
tengo ancora quarche sordo
armeno famo servizio completo.
già che ce semo
fatte rifà pure l’imene
pe vedè se torni ragazza…..
Mica male come idea…
magara quest’anno te rifaccio
pure un paio de corna nòve….
sto a scherzà amò
famo senza
Io te amo proprio
Pè la tua semplicità
E gnente de te
Vorei cambià
a lourdes in gita allora..
alle
14:31
commenti (1)
che ogni giorno fuoriesce
dal mio corpo,
amaro come la pece
m’adorna il cuore.
a denti stretti
ad invocare un uomo
che ancora cammina.
tortuoso della vita,
a testa alta
senza rimpianti
carezzandone i benefici
scalciando malocchi.
quando gridando
raggiungo l’apice
della perfidia,
che alieno
smembra il corpo.
talvolta a coprire
emozioni troppo forti,
ma d’impatto
ne uscirò
sospirando la mia anima.
alle
14:28
commenti (2)
Percorro solitaria nelle tenebre
Infiniti selciati di gesso
Offuscati da densa bruma
Né oggi, né domani, né mai
La Luna è incastrata nel tempo
Dentro a una clessidra rubata
Che bagnano questo volto stanco
Dinanzi ad una stella spenta
Insanguinata d'amore
Come le scarpe che indosso
Mentre calpesto lastre di gesso
Al cospetto di torri dolenti
In questo viso di cera

alle
15:47
commenti (1)
Si ve va de dì che so’ ‘no stronzo,
ditelo sverti senza arcun ritegno,
è da ‘na vita che ce so’ abbituato,
me stato arricamato ggià da tanti
de dritto, a destra e puro a manca
che me pare solo ‘n complimento.
E si, perché chi è stronzo a vorte
è solo quello che se sente saggio,
che canta le canzoni pe’ traverso,
che dice ar monno de rifasse tutto,
che cià paura de chi è ‘gnorante.
e tira serci a li storpi de cervello.
Perartro, ‘sto termine arrisulta
da tutta ‘na gran sintesi de vita,
antro nun è ch’er giusto risurtato
de tutta la robba che magnamo …
ppiù viè robbusto e consolidato
significa ch’er mejo è assimilato.
Peccui, a voi che ve sto li ‘n cima,
ve do creanza e puro la raggione
de dimmelo quanno che ve pare,
stateve certi, nun m’offennerete
visto che de le stronzate diggerite
nun sarei antro che la conclusione.
alle
12:56
commenti (1)
ho comperato uno scrigno inciso di diamanti
in cui racchiuderò i lampi del tuo sguardo
quando d’amore mi parlano incantati.
Per le tue mani
ho liberato il cassetto delle mie esperienze
in cui raccoglierò quel tuo essere curiosa
quando del corpo mio tracci i confini.
Per i tuoi capelli
ho aperto l’album della mia esistenza
in cui confinerò l’onda che su me si sparge
quando le tue labbra s’uniscono alle mie.
Per i tuoi seni
ho qui tra le mie mani il fremito continuo
con cui affronterò la voglia di scarnirti
quando tra le colline perderò il percorso.
Per il nostro giorno
ho scardinato ogni freno che mi inibisce
e percorrerò il tuo corpo con il desiderio
quando nella passione mi trascinerai.
alle
10:23
commenti (5)
ignora l'aurora;
acquietando i sensi
scandaglia il corpo...
Riposano i ricordi
laddove l'eco non risponde...![]()
alle
08:22
commenti (3)
comandante partigiano
che non vedo la luna
non vedo la luna.
troppe foglie
comandante.
Di a mia madre
che ho creduto
dille che non invano
son caduto.
Sposta il cielo
comandante partigiano
che non vedo la luna.
Ho solo ventanni
ma non sono pochi
è un amore io l'ho provato
dille che il suo nome
alla fine ho pronunciato.
Sposta la luna
comandante partigiano
e copri il cielo
mentre muoio
per la libertà.
alle
09:25
commenti (1)
Paolo è morto con un infarto, i figli grandi ma non in grado di volare.
Ricordi Francesco come tutti eravamo amici, si andava a ballare e le donne quelle non mancavano mai.
Fascino di tempi di coraggio e toccava sempre a me portare le più belle.
Ricordi Francesco la scuola, le interrogazioni, le mie interminabili discussioni? Pensavate tutti che sarei diventato uno importante.
Avevo i capelli lunghi e ora? Nemmeno tanti, nemmeno tanti.
Ora sei li, davanti alla tua edicola, ridi e scherzi ma ti pensa quella gamba zoppicante e dei tuoi sogni e delle tue speranze non vedo traccia.
La tua famiglia, i figli che non trovano lavoro e tua moglie a spezzarsi le ossa in un discount.
Era questo il futuro Francesco? Questo?
Sai non sono diventato uno importante, non sono diventano un politico o uno scrittore, non ho accettato tanti compromessi.
Però ho amato sai? oh si ho amato tanto e di nessun amore ora mi pento.
Ho vissuto, tanto e con intensità e passione, maledetto e rinnegato, bastardo ed emarginato.
No, non ho amici, non ci tengo, ora sono solo con i miei occhi e la mia bocca.
Oggi ho la luna storta, scusami se ti parlo così, no, non importa.
Mi hai fatto piangere con il tuo discorso alla cena di classe, parlavi di quegli anni e della nostra classe e hai detto che se leggenda è diventata è stato grazie a me.
Non siamo stati nulla Francesco, nulla e non abbiamo combinato niente.
Guardati e guarda me e tutti i nostri compagni, compagni di scuola compagni di niente diceva Vendittti.
Però credimi, una cosa ho fatto, ho amato, amato tanto e forse mi hanno anche amato.
Forse.
alle
09:22
commenti (2)

alle
22:43
commenti (1)
per i mie anni
bruciati
nel cortile del castello.
Gabbia di ferro
gabbia di ferro
Non ho scudi
per le spade
dal ventre piatto
Gabbia di legno
gabbia di legno
Non ho pistole
per sparare
ai miei sbagli
Gabbia di luce
morte del cuore
(in esclusiva)
alle
22:04
commenti (1)
alle
21:09
commenti (4)
alle
16:42
commenti (1)
annaffiando animi
armonicamente arruffati.
Accurato artista,
associ attentamente
avvenimenti ad assonnati attimi...
Adorni, abbeverando
acque attinte all'aurora,
adagiandovi accuratamente
aleatori amori.
Argentino auspicio,
alberghi,
avviluppando azzurre attese...
alle
15:05
commenti (1)
il guerrigliero
tupac amaru
beve benzina e coca
il guerrigliero
tupac amaru.
Lo trovi sulla panchina
del parco
delle anatre cangianti,
lo trovi a guardare
il tramonto
sulla mantagna dell'impiccato.
Si ama in due
guerrigliero
senza stagione
Ha occhi di legno
il guerigliero
tupac amaru
bacia la luna
il guerrigliero
tupac amaru.
Non va mai a messa
il guerrigliero
tupac amaru
eppure parla con Dio
più delle vecchie
beghine
della stazione delle
ore e delle feste.
Ha occhi di legno
il guerrigliero
tupac amaru
un cuore grande
ma ha posto per un
solo amore.
Ama da solo
nel tramonto
della montagna
ora lo sa
nell'illusione
di una strana
rivoluzione,
ora lo sa
il guerrigliero
Tupac Amaru.
alle
12:06
commenti (1)
Arrivi all’assalto
ora che il tempo si riduce
curvando tra le grinze.
Demolisci il tramontare
valicando ogni timore
e ti fai sole a riscaldarmi.
alle
21:13
commenti (7)